Natascia De Lucia

Ansia e Disturbi d’Ansia

ATTACCHI-PANICO-COP

L’ansia è un sistema complesso di risposte cognitive (i.e., paura di perdere il controllo), emotive (i.e., agitazione), fisiche (i.e., aumento del battito cardiaco) e comportamentali (i.e., evitamento di situazioni) che si attiva in situazioni difficili, di minaccia o pericolo. L’ansia è innata ed ha un valore estermamente adattivo perchè mette in allerta l’individuo di fronte a situazioni complesse, permettendo di reagire in tempo utile. Tuttavia, l’ansia diventa disfunzionale quando è eccessiva o persistente, ovvero quando la valutazione cognitiva del pericolo (interpretazione e i pensieri che vengono elaborati in merito all’avento o stimolo scatenante) è eseguita in maniera errata, eccessivamente distante dal dato reale ed obiettivo, o quando influenza e interferisce con lo svolgimento delle normali attività quotidiane (sociali, lavorative o scolastiche).

Secondo il modello cognitivo dell’ansia (Clark & Beck, 2010), quando uno stimolo o una situazione potenzialmente minacciose occorrono, l’individuo esegue due tipi di valutazione. Durante la prima valutazione, lo stimolo (o situazione) è analizzato rapidamente e in modo involontario, determinando l’attivazione di sintomi tipicamente ansiosi. Durante la seconda valutazione, il reale pericolo della minaccia e soprattutto le personali abilità di affrontarlo sono analizzate razionalmente e in modo costruttivo, determinando un decremento dei sintomi ansiosi se la valutazione è positiva (cioè, se l’individuo pensa di essere in grado di superare la situazione), o un aumento dei sintomi ansiosi se la valutazione è negativa (cioè, se l’individuo pensa di non essere in grado di superare la situazione).

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Esistono diversi disturbi d’ansia, ciascuno associato a specifiche caratteristiche, che possono svilupparsi in età infantile e tendere a persistere se non trattati clinicamente. Alcuni tra i disturbi d’ansia sono: la Fobia specifica, il Disturbo d’ansia sociale (o fobia sociale), il Disturbo di panico, l’Agorafobia, e il Disturbo d’ansia generalizzata.

La Fobia specifica è caratterizzata da intensa ansia e spavento circoscritte alla presenza di un oggetto (i.e., animale) o situazione (i.e., volare) specifici. L’ansia e la paura sono immediati, sproporzionati rispetto al reale pericolo rappresentato dall’oggetto o situazione, e persistenti nel tempo, compromettendo il normale funzionamento delle attività quotidiane (i.e., sfera sociale e lavorativa).

Il Disturbo d’ansia sociale (o Fobia sociale) è caratterizzato da marcata e intensa ansia o paura rispetto a situazioni e interazioni sociali che implicano la possiblità di essere esaminato (i.e., avere conversazioni, o incontrare persone sconosciute). L’ansia e la paura appaiono sproporzionate rispetto alla reale minaccia posta dalla situazione, si associano spesso a evitamento della specifica situazione, e persistono nel tempo, con conseguente compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o scolastico.

Il Disturbo di panico è caratterizzato da ricorrenti attacchi di panico (improvvisa comparsa di paura o disagio intensi con sintomi specifici come palpitazioni, sudorazione, tremori, nausea, sensazioni di vetigini o di svenimento) inaspettati (cioè, senza un chiaro elemento scatenante). A queste caratteristiche si associa tipicamente la preoccupazione per l’insorgenza di altri attacchi.

L’Agorafobia è caratterizzata da ansia o paura relative a situazioni reali dalle quali, dal punto di vista dell’individuo, sarebbe difficile allontanarsi o ricevere un soccorso nell’venetualità comparissero i sintomi uìdi un attacco di panico o altri sintomi ritenuti imbarazzanti. Tra queste situazioni: stare tra la folla, stare fuori casa da soli, trovarsi in spazi aperti o chiusi, utilizzare i mezzi pubblici.

Il Disturbo d’ansia generalizzata è caratterizzato da eccessiva ansia o preoccupazione presente per la maggior parte dei giorni pe run periodo di almeno sei mesi, associata a sintomi come irrequietezza, facile affaticamento, difficoltà a concentrarsi, vuoti di memoria, o alterazioni del sonno. Questa condizione determina un significativo disagio e compromette il funzionamento sociale, o lavorativo.

Terapia Cognitiva Comportamentale

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