Natascia De Lucia

Disturbi specifici dell’apprendimento

disturbi specifici dell’apprendimento rappresentano un insieme eterogeneo di disturbi cognitivi con esordio nell’età evolutiva. Questi disturbi si verificano durante gli anni di formazione scolastica, e si manifestano con persistenti e progressive difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di un’abilità scolastiche (i.e., lettura, scrittura, calcolo; DSM-V). Tali alterazioni vengono rilevate alla valutazione neuropsicologica formalizzata, evidenziando prestazioni alle prove significativamente inferiore rispetto a quanto atteso per età cronologica dell’individuo, e interferiscono notevolmente con il rendimento scolastico, lavorativo, o con le attività quotidiane.

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Si tratta di disturbi non dovuti a ritardo mentale o condizioni di svantaggio familiare, sociale, o ambientale. Piuttosto, si ritiene che i disturbi specifici dell’apprendimento siano associati a disfunzioni del sistema nervoso centrale. La natura specifica di queste alterazioni è ancora dibattuta, tuttavia si ritiene che l’interazione di fattori genetici, epigenetici, e ambientali sia coinvolta nel determinare anomalie nel normale funzionamento cerebrale e cognitivo.

 

Diversi sono i disturbi specifici dell’apprendimento. Tra questi i più comunemente osservati sono:  

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  • Dislessia evolutiva, disturbo della lettura caratterizzata dalla tendenza a leggere le parole in modo lento, faticoso, con esitazione, impreciso, e con numerosi errori. Tipicamente tra gli errori di lettura si osservano: aggiunte, sostituzioni o omissioni di lettere all’interno della parola letta; modificazioni della parte variabile della parola che fornisce informazioni circa il genere, il numero, o il tempo nel caso dei verbi, oppure circa la funzione grammaticale o il referente semantico della parola; produzione di parole che conservano una relazione semantica con la parola stimulo (i.e, cane – gatto); trasformazione di sequenze di lettere senza significato in parole dotate di significato; regolarizzazione di parole con accentazione irregolare.
  • difficoltà nella comprensione del significato di ciò che viene letto
  • difficoltà nello spelling (tendenza ad aggiungere o omettere consonanti o vocali)
  • Disgrafia evolutiva, difficoltà nella scrittura caratterizzata dalla tendenza a produrre lettere con forma, orientamento e dimensione alterati, realizzate con velocità rallentata. Questo deficit appare associato ad alterazioni dei meccanismi periferici della scrittura, responsabili della programmazione e della realizzazione dei movimenti grafico-motori necessari per produrre la scrittura. Si tratta perlopiù di  un disturbo neuropsicologico evolutivo che coinvolge il controllo motorio
  • Disortografia evolutiva, difficoltà nella scrittura caratterizzata dalla tendenza a produrre errori di elaborazione linguistica delle parole. Questo disturbo riguarda i processi centrali di elaborazione del linguistica, e in particolare dei processi cognitivi che determinano la corrispondenza tra forma fonologica della parola e rappresentazione grafemica della parola
  • Discalculia evolutiva, disturbo dell’elaborazione numerica e del calcolo caratterizzata dalla difficoltà nel comprendere i concetti di base delle operazioni; mancanza di comprensione dei termini o dei segni matematici; mancato riconoscimento dei simboli matematici; difficoltà nell’allineare correttamente i numeri o ad inserire i simboli durante i calcoli; difficoltà nell’apprendimento delle tabelline della moltiplicazione; difficoltà ad eseguire le manipolazioni aritmetiche; difficoltà; errata organizzazione spaziale dei calcoli
  • Sindrome non verbale, caratterizzata da tre tipi di deficit: difficoltà della coordinazione motoria e della percezione tattile, difficoltà dell’elaborazione di informazioni visuo-spaziali e di memoria a breve termine, difficoltà nella risoluzione di problemi in situazioni nuove e complesse e nell’adattamento del proprio comportamento alle richieste del contesto

La presenza di una o più di queste alterazioni appare rilevante per la diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento.

Terapia Cognitiva Comportamentale

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